Cosa si dice di Strade Bianche (parte 3)

“Il romanzo più bello che abbia letto nell’ultimo anno si chiama Strade bianche e l’ha scritto Enrico Remmert.” Giuliano Pavone (libri consigliati.it) ---- "Un racconto on the road attraverso le "strade bianche" provinciali italiane, che sin dal titolo echeggia le secondarie "strade blu" americane. Ed è come se fossimo all'improvviso in California in una di quelle grandi storie di formazione narrate Oltreoceano dove arrivi in fondo e non sei più lo stesso. Che poi è la funzione di ogni romanzo degno di questo nome." Antonella Fiori (L'Espresso) ---- “Remmert ha stile. Esercita un controllo totale sulla propria scrittura portandola ad un livello di asciuttezza pressoché perfetto. Ma non disdegna le impennate improvvise, lasciando spazio a invenzioni linguistiche tutt’altro che convenzionali.” Giovanni Cocco (born to write) ---- “Dopo un lungo periodo di silenzio Enrico Remmert torna felicemente con un romanzo armonioso, corale, intenso, un romanzo che ci spinge al viaggio, al sogno, alla ricerca della giusta traiettoria da percorrere per vivere la nostra vita.” Serena Adesso (scrittoriprecari) ---- “E’ il dolore che ci spinge a tornare felici. Questa sublime “banalità” rende unico il romanzo di Remmert.” Pasquale Vitagliano (nazione indiana) ---- “Un’opera piacevolissima che mescola con abilità toni ironici e malinconia, vivacità dei dialoghi e considerazioni profonde sulla vita.” Anna Folli (Gazzetta di Parma) ---- “La forza del libro consiste in una sorta di sapiente anatomia intima dei personaggi e nella resa psicologica che a essa segue, lungo le strade di un bel paese la cui bellezza solo a tratti lampeggia nelle pagine e verso un Sud che coincide piuttosto con il fondale di tre diverse anime.” Daniele Santero (L’Indice dei libri) ---- Questo picaresco romanzo mi ha sorpreso di primo acchito. Mi è piaciuto di seconda mandata e una notte ho sognato le parole di Enrico Remmert e l’ho riletto. Non è per nulla scontato. Non plasma le idee, anzi, le fortifica e regala intensi attimi di riflessione postuma. (fefole6.wordpress.com) ---- “C’è molto paesaggio italiano descritto magnificamente nelle pagine di “Strade bianche”, ma c’è anche molto di tre caratteri completamente diversi tra loro. C’è un perdente che non si sente sconfitto (Vittorio), c’è chi vede vacillare le proprie certezze (Francesca) e c’è chi non ha proprio più nulla da perdere (Manu). Poi c’è un autore che riesce a miscelare il tutto con l’avvincente capacità di far stare anche noi in quella Punto, in viaggio sulle strade bianche.” Stefano Paolo Giussani (orso.it)

Enrico Remmert - Novità
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