Rossenotti - estratti da recensione
  • C’è ritmo, humour, c’è il gioco sapiente di distanza e vicinanza: un modo seducente d’imbarcare il lettore per un viaggio che non si aspettava di intraprendere. Pierre Lepape (Le Monde).
  • Una scrittura eccellente, battute folgoranti e ironia ben dosata. Georges Bertolino (Nice-matin).
  • Un libro spiritoso e movimentato, ma durissimo, incentrato sulla nuova “lost generation”. Barbara Von Becker (S∫ddeutsche Zeitung).
  • Enrico Remmert centra perfettamente il suo obiettivo. Kristina Maidt-Zinke (Frankfurter Allgemeine)
  • Il riuscitissimo ritratto di un’intera generazione. Martin L∫dke (Die Zeit)
  • L’autore sa ben orchestrare la narrazione, sceneggia le trovate e i dialoghi, alterna abilmente le scene, sa insomma (d’istinto, presumo) che cosa significa raccontare. La conseguenza è una grande piacevolezza di lettura. Corrado Augias (Il Venerdì di Repubblica)
  • Una narrazione spedita, dall’eccellente ritmo… un romanzo, questo Rossenotti, che ha il pregio della sincerità. Enrico La Stella (Il Giornale)
  • Un mix fulminante di humour e intelligenza, di abilità di scrittura e di capacità di osservazione, il tutto condito con una dose massiccia di “cose da dire”. Filippo Betto (Trend)
  • Lo stile rivela un talento naturale. Enrico Remmert è un esordiente armato di consapevolezza letteraria e riesce a tenere sempre desta la soglia di attenzione con un ritmo narrativo perfettamente calibrato. Giovanna Ioli (Il Nostro Tempo).
  • Quello che ne esce è un ritratto avvincente di questa Torino notturna, strafatta e vittima della confusione e, in definitiva, un romanzo davvero buono.
    Piersandro Pallavicini (Pulp)
  • Servendosi di un linguaggio brioso e originale Enrico Remmert racconta con precisione, ironia e fantasia le vicende e gli stati d’animo di una gioventù incerta e in continuo (in)cosciente disagio. Sergio Lacavalla (Rockstar)
  • Il premio va a Enrico Remmert, per l’autentica passione narrativa con cui ride e piange del suo protagonista… per la lucida ironia con cui sa prendere le distanze dai rituali ripetitivi della sua generazione… per lo stile incalzante, teso… per l’autenticità che prevale sulle mode generazionali e ci regala un immagine della realtà, non un montaggio di effetti speciali. Lidia Ravera (Motivazione per l’assegnazione del Premio Chianciano).
La ballata delle canaglie - Estratti da recensioni
  • L’autore ha un talento speciale per il meravigliosamente bizzarro… la sua ingegnosità è trascinante. Melissa Rose Bernardo (Entertainment Weekly)
  • Divertente, serrato, e straordinariamente valido: un bel gioco rumoroso nel boschetto del bene e del male. (Kirkus Review. N.B.: il libro ha inoltre ricevuto la prestigiosa “stella” che viene assegnata – con estrema parsimonia - a quei libri che sono stati particolarmente apprezzati dalla redazione)
  • La maggior parte dei romanzi che parlano di truffe sono caratterizzati da plot labirintici e trucchi giocati sul lettore: la Ballata non è uno di questi. Il suo considerevole fascino deriva invece dalla simpatia del protagonista e da una scrittura davvero eccellente. Keir Graff (Booklist Magazine)
  • Remmert è eccellente… con questo libro prende posto fra gli autori più dotati della sua generazione. Stehane Hoffmann (Le Figarò)
  • Enrico Remmert è un soave – memore cioè della leggerezza calviniana – fustigatore di questo mondo baro. La ballata delle canaglie è una felice eccezione nell’odierno mare magnum cartaceo, stipato di intimismi, narcisismi e calligrafismi. Bruno Quaranta (Tuttolibri)
  • Dopo Rossenotti, Remmert conferma l’originalità del suo tono, composto da una miscela di ironia, percezione lucida dell’attualità e voglia di raccontare storie un po’ picaresche. Rolando Damiani (Il Gazzetino)
  • Enrico Remmert è senza dubbio tra i giovani scrittori italiani di maggior talento. Anzi forse è l’unico giovane scrittore capace di sfuggire alle etichette catapultando il lettore in universi narrativi che valgono il viaggio delle pagine. Gian Paolo Serino (Il mucchio)
  • Si può prendere dunque il tutto come un gradevole divertimento, come una bella storia, con personaggi un po’ sbalestrati. Ma parallelamente scorre un’altra lettura, che è un ritratto spietato della società, dei rapporti umani, dell’esistenza stessa. Nicolò Menniti (Il Mattino di Padova)
  • L’acuta voce narrante in seconda persona rovescia sul lettore una serie esilarante di fatti, situazioni e riflessioni parafilosofiche sull’esistenza, dove la truffa assume valore metaforico di un mondo che schiaccia e tritura ogni sua manifestazione. Giuliana Olivero (L’Indice dei Libri)
  • Dopo Rossenotti Enrico Remmert ritorna con La ballata delle canaglie, ed è un gran libro. Da qualsiasi punto lo prendi, questo risponde con effetti pirotecnici e pause di riflessione, dialoghi esilaranti, commenti ad alta voce e microvicende che si intrecciano alla storia principale. Un romanzo bellissimo. Luca Beatrice (L’uovo)
  • Remmert mette in campo degli ottimi protagonisti e una storia che gira bene. Si chiude il romanzo con il dispiacere di non avere altre pagine da leggere. Piersandro Pallavicini (Pulp)
  • Spettatori d’un teatro che non è senza perfidia, i lettori apprezzeranno le trovate godendo d’una scrittura che senza perdere in ritmo finisce per dirci qualcosa di più sulla nostra stessa natura umana. Giovanni Tesio (La Stampa)
  • La ballata delle canaglie è una lettura intrigante, dal sapore vagamente malinconico: scivola via su tematiche profonde (la droga, la delinquenza, la sindrome di Peter Pan) grazie allo stile leggero e all’ironia. Francesco Cosatti (Messaggero Veneto)
  • Questo secondo romanzo conferma una scrittura agile e scorrevolissima, in grado di tracciare il mondo dei venticinque/trentenni con grande partecipazione e senza tracce di facile giovanilismo. Matteo B. Bianchi (Linus)
  • Remmert è cresciuto molto tra i due libri. La ballata delle canaglie è un romanzo falsamente allegro e spensierato, e le pagine sono pervase dal presagio di un destino fallimentare quanto ineluttabile. Un libro coraggioso e politicamente scorretto. Marco Schiavone (wema.it)
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